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Sempre dalla Biennale architettura, Monditalia: come Pompei ha inventato la pornografia

pompei pan and goatBeatriz Preciado: «Fin dalla sua scoperta, nel XVIII secolo, Pompei è stata il sito scavato con più continuità e più a lungo del mondo. Pompei non è soltanto un luogo fisico, ma anche un fantastico serbatoio, in cui ha preso forma l’inconscio sessuale europeo.
Gli scavi archeologici hanno rivelato rappresentazioni di animali e corpi umani nudi intrecciati, di ermafroditi, di pratiche omosessuali e di sculture con enormi organi genitali. Le immagini sessuali non sono state trovate solo all’interno dei postriboli romani (lupanari) o delle camere nuziali, ma piuttosto sparse in giro per la città.
Questo graduale rinvenimento ha generato una rottura epistemiologica all’interno della moderna comprensione del rapporto tra spazio e sessualità. Battendo come tracce organiche sotto la moderna città igienista, le rovine di Pompei hanno costituito il misterioso paesaggio del desiderio.
Lo scavo ossessivo è di per sè una pratica sessuale all’interno del paesaggio. E con lo scavo arriva l’esposizione: le architetture e gli oggetti “osceni”, nascosti dentro il Gabinetto Segreto (oggi il Museo archeologico di Napoli), hanno costituito il primo museo dedicato alla rappresentazione di “ciò che non dovrebbe essere visto”, in cui erano ammessi solo “signori dall’appropriato contegno”. Le pareti del Museo Segreto sono diventate una tecnologia biopolitica per la produzione di differenze di genere, di razza e di classe sociale.
Il concetto di “pornografia” è sorto nelle moderne lingue vernacolari europee tra il 1755 e il 1857, direttamente dai dibattiti del Museo Segreto. la pornografia non nomina un particolare oggetto o immagine “sessuale”, quanto piuttosto l’atto stesso dell’inquadramento, questo doppio processo di sorveglianza e spettacolorizzazione.
Con l’inaugurazione di Pompei è arrivata la città moderna come spettacolo: parte inferiore costitutiva della metropoli illuminata, Pompei è all’origine della trasformazione dell’architettura in immagine erotizzata e oggetto del desiderio e, allo stesso tempo, della nascita di quei meccanismi politico-spazionali che la rendono invisibile. Pompei è la prima “pornotopia” moderna. Con Pompei è arrivato il museo, ma anche il circo, il negozio d’antiquariato, il souvenir e il turismo, e con loro l’armadio, il box privato, l’armadietto segreto, la dark room, lo spioncino e il postribolo moderno. Le future città della lussuria, da Coney Island a Las Vegas, sarebbero ricreazioni capitalistiche di Pompei».

da Fundamentals. Catalogo. 14a Mostra internazionale di Architettura. La Biennale di Venezia.

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This entry was posted on June 4, 2014 by and tagged , , , .
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